L’Aglio di Resia

L’Aglio di resia

L’Aglio Di Resia o “Strok” (aglio nell’idioma resiano) è un tipico prodotto agricolo della Val Resia che si riconosce per la sua tunica rossastra e il suo particolare aroma dolce, privo del gusto acre dell’aglio comune. E’ un prodotto di grande qualità, molto aromatico, con bulbi piccolini a tunica rossastra, ognuno dei quali ha 6/8 spicchi, ed è privo di spicchi centrali

Coltivato con tecniche tradizionali, viene messo a dimora nel mese di novembre rispettando il ciclo lunare, e raccolto durante la luna calante del mese di luglio.

Dopo essere stato intrecciati o raccolti in mazzetti, i piccoli bulbi vengono conservati in luoghi asciutti e arieggiati.

 

 

La Val Resia

La Val Resia si estende nell’angolo più orientale del Friuli, incuneata tra Austria e Slovenia, e segue dolcemente il percorso dell’omonimo torrente cominciando da Resiutta, un piccolo paese collocato all’imboccatura stretta e angusta della vallata che, dopo alcune curve, si apre improvvisamente e sale fino alle pendici del Monte Canin. Lungo la strada che costeggia il torrente si incontrano sei frazioni: San Giorgio, Prato di Resia, Oseacco, Gniva, Stolvizza e Coritis, quella più in alto, poco distante dalla cima del massiccio. Tutte insieme non contano più di 1500 abitanti, depositari di cultura e tradizioni millenarie.
In questo angolo di Friuli si parla una lingua di matrice paleoslava incomprensibile solo pochi chilometri più a valle. Forse una piccola comunità proveniente dalle steppe dell’est – una parte del torrente barbarico che dilagò nella penisola nel primo millennio – si stabilì in questa vallata chiusa e protetta e, lontana da contaminazioni, sviluppò un proprio linguaggio. Anche la musica, le danze, gli abiti, il Püst, cioè il carnevale, sono originali e unici. Ma nonostante i limiti orografici, gli abitanti di Resia sono sempre stati viaggiatori: molti di loro erano arrotini oppure ambulanti e contadini. Tutti quanti – gerla sulle spalle – valicavano a piedi le montagne per trovare lavoro, o per vendere legumi e ortaggi sui mercati di Lubiana, Udine, Trieste, Vienna e delle altre piccole cittadine dell’Impero Austro-Ungarico.
L’isolamento geografico ha consentito la conservazione di un’interessante biodiversità vegetale: sia l’aglio – che i Resiani chiamano strok – sia i fagioli e il mais della vallata sono stati oggetto di studio da parte della Facoltà di Agraria dell’Università di Udine. Sono state individuate una specifica varietà di aglio e ben trenta diversi ecotipi di fagiolo.
Con la collaborazione del Comune di Resia e del Parco Naturale delle Prealpi Giulie, che comprende nel suo territorio gran parte della valle di Resia, è stato avviato un progetto di valorizzazione dell’aglio locale.

 

 

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Fonti:

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